
Totò, in arte Antonio De Curtis
- comico si nasce -
| La stagione teatrale tra il 1932/1933 vede
Totò fondare una propria compagnia. Per Totò sono gli anni d'oro dell'avanspettacolo. Il pubblico si diverte, impara ad amarlo. E apprezzato anche da critici e intellettuali più restii. Pure il cinema, in piena crescita, lo arruola: nel 1937 interpreta "Fermo con le mani!", al quale segue, due anni dopo, " Animali pazzi". Nota dolente: questi film, contrariamente ai successi teatrali, non ottengono molti consensi. Solo nel 1947 con il lavoro "I due orfanelli", Totò simpone anche nel cinema. |
![]() Un fotogramma del film "I due Orfanelli". |
| E linizio
della seconda parte della sua vita dattore, che lo
porterà ad essere protagonista di centodue film,
trascurando definitivamente il teatro. Gli anni 50, iniziati
all'insegna del successo, dei premi (un Nastro d'Argento
per "Guardie e ladri"), sono turbati da una
"doppia pugnalata", così come lui definì gli
eventi. Il 14 aprile 1967, la
lavorazione del film "Capriccio
allitaliana" che lo vedeva protagonista di due
episodi, fu interrotta per i primi sintomi di malore. Totò era credente,
anche se non osservante
un po come tutti noi. Alle 11,20 del 17 Aprile
1967 la salma è trasportata nella chiesa di Sant'
Eugenio in Viale delle Belle Arti. Sulla bara, la
bombetta con cui aveva esordito e un garofano rosso. La
cerimonia è limitata ad una semplice benedizione, a
causa delle difficoltà create dalle autorità religiose
per il fatto che con la Faldini non era avvenuto mai il
matrimonio. |
![]() Un mare di gente, al funerale di Totò. |
![]() Nino Taranto al funerale di Totò, mentre si intrattiene con i giornalisti. In primo piano, a sinistra, Gloria Cristian. |