Totò, in arte Antonio De Curtis
- comico si nasce -

   
La stagione teatrale tra il 1932/1933 vede Totò fondare una propria compagnia.
Per Totò sono gli anni d'oro dell'avanspettacolo. Il pubblico si diverte, impara ad amarlo. E’ apprezzato anche da critici e intellettuali più… restii.
Pure il cinema, in piena crescita, lo arruola: nel 1937 interpreta "Fermo con le mani!", al quale segue, due anni dopo, " Animali pazzi".
Nota dolente: questi film, contrariamente ai successi teatrali, non ottengono molti consensi. Solo nel 1947 con il lavoro "I due orfanelli", Totò s’impone anche nel cinema.

Un fotogramma del film "I due Orfanelli".
   
E’ l’inizio della seconda parte della sua vita d’attore, che lo porterà ad essere protagonista di centodue film, trascurando definitivamente il teatro.

Gli anni ’50, iniziati all'insegna del successo, dei premi (un Nastro d'Argento per "Guardie e ladri"), sono turbati da una "doppia pugnalata", così come lui definì gli eventi.
L’ex moglie Diana Rogliani si risposa, e la figlia Liliana si unisce a Gianni Buffardi (figliastro del regista Carlo Ludovico Bragaglia), che non gode della stima di Totò. Pur avendogli regalato due nipotini, a Totò non piaceva per niente il Buffardi, tanto che non fu presente neppure al matrimonio, pur avendo firmato il consenso per la figlia Liliana, minorenne. (Carlo Ludovico fu anche produttore d’alcuni suoi film). Non sbaglia nel suo giudizio: il matrimonio con Liliana durerà poco.
Dopo ogni pianto c’è un sorriso, ed a lenire le ferite giunge un momento felice. Infatti, nel 1952, Totò conosce e s’innamora di Franca Faldini, anche lei giovanissima (ha 21 anni).
Si fidanzano ma non si sposano, saranno inseparabili.

Il 14 aprile 1967, la lavorazione del film "Capriccio all’italiana" che lo vedeva protagonista di due episodi, fu interrotta per i primi sintomi di malore.
Nella sua casa romana, il 15 aprile 1967, intorno alle tre e mezzo del mattino, l'ora in cui abitualmente si ritirava per dormire, l’ultimo sipario cala, questa volta concludendo non la solita rivista, ma il grande spettacolo della sua vita. Nel giro di sette ore, un susseguirsi di attacchi cardiaci lo stronca.
Il primo era sopravvenuto proprio quando, ricevuto l'esito negativo dell'elettrocardiogramma, effettuato un paio di giorni prima in seguito a un malore, gioiva per lo scampato pericolo. Il cuore, proprio quel cuore, croce emotiva e delizia di salute di tutta la sua vita, gli aveva giocato un tiro mancino ed irreversibile. Un tradimento vigliacco. Ad ogni check-up semestrale i medici glielo decantavano, definendolo un muscolo da atleta, eccezionale, perfetto! Un tradimento dal suo cuore, Totò non lo avrebbe mai messo in conto!
Forse hanno contribuito le tante sigarette, i molti caffè quotidiani lo stress, alcuni dispiaceri…chissà. Se fosse sopravvissuto sarebbe rimasto paralizzato, muto e totalmente cieco (parzialmente già lo era).

Totò era credente, anche se non osservante… un po’ come tutti noi.
Era convinto senza remore dell’esistenza dell’artefice del creato, e su di lui non ammetteva lazzi o linguaggi irriguardosi. Non credeva nell’aldilà come prospettato già dai primi insegnamenti religiosi, ma affermava che l'inferno ed il paradiso sono in realtà compresi in questo nostro mondo, e non nell’altro invisibile, da dove nessuno è mai tornato per poterlo descrivere.

Alle 11,20 del 17 Aprile 1967 la salma è trasportata nella chiesa di Sant' Eugenio in Viale delle Belle Arti. Sulla bara, la bombetta con cui aveva esordito e un garofano rosso. La cerimonia è limitata ad una semplice benedizione, a causa delle difficoltà create dalle autorità religiose per il fatto che con la Faldini non era avvenuto mai il matrimonio.
Totò aveva sempre manifestato il desiderio di funerali semplici. Alle 16,30 la sua salma giunge a Napoli accolta, già all'uscita dell'autostrada e alla Basilica del Carmine, da una folla enorme, una marea di gente. Viene sepolto nella cappella De Curtis al Pianto, nel cimitero sulle alture di Napoli, in località Capodichino.

 

Un mare di gente, al funerale di Totò.

Nino Taranto al funerale di Totò, mentre si intrattiene con i giornalisti.
In primo piano, a sinistra, Gloria Cristian.
 
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