Totò, in arte Antonio De Curtis
- comico si nasce -

 
Le tappe salienti della carriera artistica di Totò.

1916
Totò è assunto in prova, e senza paga, dalla Compagnia di Umberto Capece, che gestisce il Teatro Salone Elena di Napoli. Per aver chiesto l'importo per il rimborso del biglietto del tram è licenziato in tronco.

1917
Totò si presenta all'impresario Peppe Jovinelli, titolare dell'omonimo teatro romano di varietà (fondato nel 1909), proponendogli l’imitazione dei numeri dl repertorio del noto attore Gustavo De Marco, "fantasista eccentrico", col quale l'impresario aveva interrotto ogni rapporto. La cosa si fa, e Totò interpreta con successo "Il bel Ciccillo", "Se fossi ricco", "Paraguay".

1920
Totò lavora al Teatro Orfeo di Napoli. La sua scenetta più acclamata è ispirata alla canzone "Vipera", a quel tempo famosa e da lui trasformata in "Vicolo".

1922
Tramite Pasqualino, il suo barbiere, Totò riesce ad ottenere una scrittura dal proprietario del più importante teatro di varietà romano, la Sala Umberto.Da questo momento inizia l'ascesa di Totò al varietà prima, alla rivista poi.

1923-1925
Totò si esibisce sui palcoscenici dei teatri Trianon e San Martino di Milano, e al Maffei di Torino, con gli spettacoli "Cane e gatto", "Il gagà" (riproposto più tardi in una delle sue riviste), " Biondo corsaro" e "Otello".

1926
Nella Compagnia Maresca, Totò recita accanto alla notissima soubrette Isa Bluette, nelle riviste "Madama Follia", " Il paradiso delle donne", "Girotondo", "Mille e una donna".

1928 - 1932
La consacrazione di attore di successo avviene al Teatro Nuovo della Compagnia Molinari. Lì Totò è protagonista ne: "Un turco napoletano", "O' balcone e' Rusinella", "Mettiteve a ffà l'ammore cù mmé ", "I nipoti del sindaco", "Na creatura sperduta", "Bacco, Tabacco e Venere", "Messalina" (nel ruolo di Caio Silio) ed "I tre moschettieri" (nel ruolo di D'Artagnan, (usava una stampella a mò di spada ed una penna di cappone sulla bom-betta).
Dalla direzione del Teatro Nuovo di Napoli, Totò è scritturato per la Compagnia "Cabiria" e poi ancora dalla Compagnia "Maresca".

1933-1940
Totò diventa capocomico. Si presenta con un proprio gruppo, e nel suo repertorio di varietà sono inclusi gli spettacoli "Era lui...si si, era lei...no no", "La banda delle bambole bionde, "Il mondo è tuo", "Quelli della mano verde", "50 milioni, c'è da impazzire", Belle o brutte purchè sian donne mi piaccion tutte", La vergine indiana", "I tre moschettieri", "Dei due chi sarà?", "Fra moglie e marito, la suocera e il dito", "Se quell'evaso fossi io".

1937-1938
Nel 1937 Totò è protagonista in un suo primo film: "Fermo con le mani" di Gero Zambuto. Da quell'anno e fino al 1967, interpreta 97 film, che furono visti da oltre 300 milioni di spettatori… un record che non ha eguali nella storia del cinema italiano.
Nel 1938, con Carlo Ludovico Bragaglia quale regista, è interprete del secondo film della sua carriera: "Animali pazzi". Ma è nel film "San Giovanni Decollato", tratto da una commedia di Nino Martoglio, per la regia di Amleto Palermi, che Totò offre la misura delle sue possibilità di attore comico per il cinema. Suoi compagni di lavoro Titina De Filippo, Silvana Jachino e Franco Coop.

1941-1948
Nel teatro di rivista si forma il sodalizio Totò-Michele Galdieri, che è stato uno dei migliori autori italiano di riviste teatrali.
E' il successo definitivo per Totò, con "Quando meno te l'aspetti" (1941), "Volumineide" (1942), "Orlando curioso" (1942-43), "Che ti sei messo in testa" (1944), "Con un palmo di naso" (1944, con Anna Magnani), "C'era una volta il mondo" (1947), "Bada che ti mangio" (1948). Nel periodo 1946-1947 Totò interpreta la rivista "Ma se ci toccano nel nostro debole", di Nelli, Mangini, Garinei e Giovannini.
Nel 1948 Totò diventa è protagonista in due film che lo rendono vastamente popolare. Film che si affermano come campioni d'incasso: "Totò al giro d'Italia" (il primo titolo in cui appare il nome di Totò, cosa che si ripeterà poi in altri 33 titoli) e "Fifa e Arena".

1949-1951
Totò interpreta 16 film, da "L'Imperatore di Capri" a "Totò cerca casa", "Totò le mokò", "47 morto che parla", "Totò sceicco", fino a "Guardie e ladri" di Steno e Monicelli, interpretato assieme ad Aldo Fabrizi. Quel film gli vale il primo "nastro d'argento" da parte del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.

1952-1956
L'intensa attività cinematografica di Totò non ha soste. Tra i migliori film ricordiamo "Totò a colori", "Un turco napoletano", "Miseria e nobiltà", "L'oro di Napoli" (regia di Vittorio De Sica), "Siamo uomini o caporali?".

1957
Nonostante sia debilitato agli occhi da una forma grave di coriorenite emorragica, manifestatasi durante la tournée in cui presentava lo spettacolo "A prescindere", Totò non si scoraggia e continua ad interpretare film di gran successo come "I soliti ignoti", "Totò nella luna", "La cambiale", "I tartassati", "Risate di gioia" (con Anna Magnani), "Il comandante", "Operazione San Gennaro". Dall'inizio della malattia agli occhi e fino al 1967, Totò interpreterà altri 43 film.

1961
A Saint Vincent una giuria formata da giornalisti gli assegna la "Grolla d'oro", con la motivazione "Al merito del cinema, per aver da lunghi anni onorato l'estro e il genio del teatro dell'arte".

1966
Il sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici gli assegna il secondo "nastro d'argento" per l’interpretazione del film "Uccellacci e uccellini", di Pier Paolo Pasolini.
Per questo film Totò ha una menzione speciale al Festival di Cannes.
Ormai quasi cieco, ma sempre con una grande amore per la vita e voglia di viverla, Totò partecipa al film "Capriccio all'italiana" in due episodi: "Il mostro" e "Che cosa sono le nuvole" (di Pier Paolo Pasolini).
Il 14 aprile interrompe la lavorazione e nella notte di sabato 15 aprile subisce un gravissimo infarto.

1967
Si conclude così la vita terrena di uno dei più grandi attori italiani.
La televisione, riproponendo film di Totò, che sono seguiti con nostalgia da chi è stato suo contemporaneo e dai giovani che dimostrano di amarlo, prova e conferma che la straordinaria, umanissima arte di Totò, lo rende unico attore italiano, attuale e presente ancora a 33 anni dalla morte.
Tra le opere di Totò, il volume di poesie " 'A livella" e molte canzoni, tra le quali: "C'aggia fa'!...C'aggia di!", "Miss mia cara miss", "Nemica", "Core analfabeta", "Povero core mio" e naturalmente "Malafemmena", sicuramente la più nota.

Giovanni Turco, Anzio

 
INDIETRO